
Delitto di riciclaggio: che cosa si intende e quali sono le pene previste
Nell’era della trasparenza finanziaria, l’attenzione alla tracciabilità delle transazioni economiche è cresciuta esponenzialmente.
Con la nuova legge introdotta nel 2023, tutte le transazioni che superano i 5.000 euro necessitano di un metodo di pagamento tracciabile, un notevole cambiamento rispetto al passato, come riportato dall’articolo su InformazioneFiscale.it.
Questo provvedimento è stato adottato non solo per garantire maggiore trasparenza e sicurezza nelle transazioni, ma anche per salvaguardare l’integrità economica del Paese e contrastare attività illegali quali il riciclaggio di denaro.
Per fornire un ulteriore strato di protezione, la legge ha introdotto obblighi di collaborazione attiva per diverse figure professionali.
Commercialisti, avvocati, notai, bancari e altri sono ora responsabili della verifica della provenienza lecita dei fondi.
Qualora emergano sospetti, sono tenuti a inviare una segnalazione di operazione sospetta alle autorità competenti.
L’accentuato focus sull’integrità finanziaria, sostenuto anche dalla crescente collaborazione a livello sovranazionale, rappresenta un impegno significativo nella lotta contro il fenomeno del riciclaggio, con tutte le sue nefaste ripercussioni sulla società e sull’economia.
Che cos’è il riciclaggio?
In molti ritengono che il riciclaggio del denaro sia una sorte di ponte che collega il mondo della criminalità con quello della società civile, gli economisti hanno calcolato che i flussi di denaro con provenienza illecita in Italia siano pari al 10% del Prodotto Interno Lordo.
Questo è sicuramente un dato allarmante visto che potrebbero determinare delle serie distorsioni della concorrenza e dell’intero tessuto economico a livello nazionale.
Tralasciando l’aspetto economico del riciclaggio e indossando gli occhi del giurista, per poter capire a pieno le caratteristiche di questo reato è necessario leggere l’art 648 bis del Codice Penale.
La norma infatti descrive e stigmatizza la condotta di chi “… sostituisce, trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazioni ad essi altre operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa”
Storia del Reato di Riciclaggio
Il concetto di riciclaggio esiste da secoli, ma la sua formalizzazione è recente:
- Medioevo: Mercanti spesso nascondevano la provenienza delle ricchezze per eludere tasse o confische.
- Secolo XX: Durante il proibizionismo negli USA, organizzazioni criminali “pulivano” profitti illeciti dalla vendita di alcool, portando alle prime leggi contro il riciclaggio.
- Fine del 20° e inizio del 21° secolo: Con la globalizzazione, il riciclaggio è diventato un problema mondiale. Organismi come il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (GAFI) sono nati per stabilire standard globali.
In Italia, le leggi sul riciclaggio sono emerse negli anni ’90 in risposta all’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legittima, e sono state aggiornate di conseguenza nei decenni successivi.
Come si concretizza il reato di riciclaggio?
Dalla lettura della norma potrebbe non risultare chiaro come concretamente avviene il riciclaggio, è bene quindi analizzare il contenuto della stessa.
Detto in parole povere, il riciclaggio consiste nell’investire capitali provenienti da attività illecite in attività lecite.
Il reato in parola, quindi, è scomponibile in tre condotte, tutte necessarie per consumare il reato:
- Placement: il denaro proveniente da reato non colposo viene piazzato nel tessuto economico mediante alcune operazioni ad esempio acquisto, deposito ecc;
- Layering: la fase successiva è quella della stratificazione, ovvero il lavaggio del denaro, ovvero porre in essere operazioni economiche complesse che hanno come scopo quello di camuffare la provenienza illecita del capitale utilizzato;
- Integration: il denaro viene investito concretamente nell’economia legale mediante la consulenza di soggetti professionisti che, almeno generalmente, trasferiscono il denaro in paesi sicuri ovvero con il cosiddetto segreto bancario.
Le condotte tipiche di riciclaggio racchiuse nell’art 648 bis c.p. sono:
- Sostituzione: essa consiste nella trasformazione o nello scambio dei proventi illeciti, si pensi alla condotta di chi compra preziosi con i soldi provenienti da un reato doloso (rapina);
- Trasferimento: per trasferimento si deve intendere qualsiasi traslazione intersoggettiva giuridicamente apprezzabile, ad esempio il cambiamento di intestazione di un bene immobile o di un titolo;
- Altre operazioni: si tratta sostanzialmente di tutte quelle condotte che hanno come finalità quella di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro, dei beni o delle altre utilità.
La dottrina e la giurisprudenza discutono sulla possibilità di configurare il cosiddetto riciclaggio indiretto, ovvero se sia possibile attuare la condotta di money laundering in relazione a beni già ripuliti.
La risposta, secondo l’orientamento dominante pare positivo, ma solo nel caso in cui sia ravvisabile il dolo, ovvero la consapevolezza da parte del soggetto agente della provenienza delittuosa dei beni.
È altresì discussa in dottrina la possibilità di configurare il cosiddetto riciclaggio omissivo.
Tuttavia, la maggioranza della dottrina, salvo pensieri isolati, ritiene che non sia configurabile il reato in questione mediante una non azione, questo perché la norma descrive inevitabilmente un’azione, o meglio, un reato che presuppone un’azione.
Quali sono le differenze tra reato di riciclaggio e ricettazione
I confini che delimitano il reato di riciclaggio e quello di ricettazione possono essere sicuramente labili, forse a tratti evanescenti, tuttavia, ci sono alcune ed importanti differenze tra questi due reati.
Il reato di riciclaggio, infatti, si sostanzia nella messa in circolazione nel tessuto economico di beni denaro o altre utilità provenienti da un delitto non colposo, con modalità tali da occultare la matrice delittuosa degli stessi.
Per quanto concerne il reato di ricettazione invece, prevede che un soggetto acquisti (o acquisisca in altra maniera) i proventi di un furto o di qualsiasi altra attività illegale.
Ovviamente affinché il reato in questione possa consumarsi, così come accade per il riciclaggio, è necessario che il soggetto agisca con dolo, ovvero deve sapere che i beni che sta acquistando hanno una provenienza delittuosa.
Le condotte sono sostanzialmente diverse, il riciclaggio è ben più complesso, e l’elemento soggettivo è posto sulla volontà di occultare la provenienza illecita dei beni che verranno immessi nel mercato.
Il reato di ricettazione invece si basa esclusivamente sull’acquisto di beni frutto di attività criminosa, inoltre il legislatore non ha nemmeno distinto tra delitti colposi e non colposi.
A conferma della diversità dei due reati, il codice penale li ha disciplinati in due articoli diversi: il riciclaggio è disciplinato nell’art. 648 bis, mentre la ricettazione nell’art 648.
Approfondimento: reato di ricettazione
Il Riciclaggio e la Tecnologia
Con l’evoluzione tecnologica, anche il riciclaggio ha subito una metamorfosi.
Il tradizionale “lava-soldi” in contanti attraverso imprese fasulle o attività legali è solo una delle numerose tecniche utilizzate oggi.
La tecnologia ha fornito nuove opportunità, ma anche nuove sfide per chi cerca di combattere questo crimine:
- Criptovalute: la caratteristica di anonimato delle criptovalute, come Bitcoin, le ha rese un mezzo attraente per riciclare denaro. Mentre tutte le transazioni sono registrate in una blockchain, l’identità degli utenti rimane celata, rendendo difficile tracciare la provenienza dei fondi.
- Pagamenti digitali: piattaforme come PayPal, e-wallet e altre applicazioni di pagamento mobile hanno reso le transazioni transfrontaliere più rapide e meno rilevabili, offrendo ai malintenzionati nuovi modi per muovere il denaro.
- Sfide investigative: la vastità e la complessità del web hanno reso difficile per le autorità monitorare tutte le operazioni sospette. Inoltre, la crittografia e la decentralizzazione della tecnologia blockchain presentano ostacoli per le indagini.
Misure Preventive e Best Practices:
Per combattere l’adattamento del riciclaggio alla tecnologia, istituzioni e individui devono essere proattivi:
- Istituzioni Finanziarie: banche e altre entità devono adottare sistemi avanzati di analisi dei dati e machine learning per identificare schemi di transazione sospetti. La formazione continua degli impiegati sulle ultime tecniche di riciclaggio è essenziale.
- Identificazione del cliente: la procedura di conoscenza del cliente (KYC) e l’identificazione migliorata del beneficiario effettivo sono essenziali per tracciare l’origine e la destinazione dei fondi.
- Pubblico Generale: le persone dovrebbero essere consapevoli dei segnali di riciclaggio: transazioni frequenti e rapide, investimenti in criptovalute senza una chiara giustificazione, o richieste di operazioni finanziarie da sconosciuti sono segnali d’allarme.
Educarsi sulle ultime tecniche di riciclaggio e sui metodi per prevenirlo è il primo passo per proteggere se stessi e la società in generale da questa minaccia.
Quali sono le sanzioni per il reato di riciclaggio
Per quanto concerne il profilo sanzionatorio, l’articolo 648 bis del codice penale prevede in modo puntuale le pene previste per il riciclaggio, ovvero la reclusione da anni quattro fino ad anni dodici, e una multa da euro 5.000 fino ad un massimo di euro 25.000.
Il legislatore inoltre ha previsto un inasprimento della pena nel caso in cui il reato in parola sia stato commesso nell’esercizio di un’attività professionale.
Un aumento della pena è altresì previsto nell’art. 7 della legge n. 575 del 1965 (misure di prevenzione antimafia) quando il reato di riciclaggio è commesso da chi è stato sottoposto a misura di prevenzione con provvedimento definitivo.
Reato di riciclaggio: a chi rivolgersi?
Per avere maggiori dettagli ed informazioni sul riciclaggio è consigliabile rivolgersi ad un professionista in modo da poter comprendere appieno le sfumature e le caratteristiche di questo reato.
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