Errore diagnostico: cos’è e quando (e come) è possibile tutelarsi

Ogni professionista nell’esercizio delle sue attività ha delle responsabilità.
Questo vale anche e soprattutto per i medici che trattano costantemente una materia estremamente delicata: la salute dei pazienti.
Questa non è solamente un insieme di sintomi, fattori di rischio ed elementi “tecnici”, ma una realtà complessa che ha ripercussioni potenzialmente irreversibili (e anche fatali) sulla vita e la qualità della stessa dei pazienti.
Ecco quindi che l’errore diagnostico è, tra gli errori medici, uno dei più importanti.
Articolo di approfondimento: Avvocati per errori medici e risarcimento dei danni
Cosa si intende con errore medico diagnostico
La disciplina inerente l’errore medico è recentemente tornata d’attualità a seguito della sentenza della Corte di Cassazione che ha riesaminato la materia della responsabilità medica per quel che riguarda la malasanità.
La sentenza in questione è la 47448/2018 con la quale la Suprema Corte precisa come l’errore diagnostico si configura non solamente quando il medico non inquadra correttamente il caso del paziente sulla base dei sintomi e dei segni riferiti, ma anche quando non sottopone il paziente a tutti quei controlli, esami, accertamenti e test che sarebbero utili e necessari per definire il corretto quadro clinico, e quindi la diagnosi della malattia.
Inoltre anche nel caso in cui il medico, a fronte di un sospetto iniziale, mantenesse la sua diagnosi nonostante la sintomatologia suggerirebbe una formulazione diversa, egli incorrerebbe in un errore diagnostico.
Spiegazione dell’importanza della diagnosi corretta per la salute e il benessere dei pazienti.
La salute è una realtà che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.
È quindi una realtà complessa e articolata che tramite la corretta e puntuale diagnosi può essere non solo curata o gestita, ma anche prevenuta.
Ecco quindi che la diagnosi è una delle componenti più importanti in ambito medico anche perché tramite di essa si può prevedere la corretta cura e terapia e valutare i rischi e lo stato di avanzamento di quella specifica patologia.
I più comuni esempi di errori medici diagnostici sono: la diagnosi errata, i ritardi nella diagnosi o l’assenza della diagnosi.
La diagnosi errata è quella che porta il medico o a eseguire un accertamento inidoneo per quel tipo di patologia e di sintomi o quella per la quale il medico non la esegue regolarmente o non valuta in maniera corretta i risultati che emergono dal referto.
L’errore diagnostico si configura anche quando non si eseguono i controlli (il primo ma anche quelli successivi di routine per quella specifica condizione) nei tempi utili per prevenire e valutare correttamente l’evolversi di una condizione patologica, anche in risposta al trattamento medico o farmacologico.
Infine il medico commette un errore diagnostico se omette, perché non li reputa utili o si basa solamente sulle sue valutazioni personali, di prescrivere o eseguire le diagnosi previste per quella condizione.
A questo proposito è doveroso definire il concetto di linee guida in ambito medico.
Si tratta di standard diagnostici e terapeutici che, sulla base delle evidenze scientifiche, tecnologiche e metodologiche, il medico è tenuto a seguire nella gestione di una determinata situazione clinica.
La loro presenza può rappresentare un valido elemento sul quale costruire la richiesta di risarcimento o il riconoscimento delle responsabilità medico a fronte di un errore diagnostico.
Esempi di situazioni in cui un risarcimento danni potrebbe essere richiesto a causa di errori medici diagnostici
Sono svariate le situazioni in cui si può concretizzare un errore medico diagnostico.
Innanzitutto una diagnosi di malattia meno grave rispetto a quella realmente in corso con conseguente sottovalutazione della patologia, erroneo trattamento e implicazioni sociopsicologiche enormi per il paziente.
Anche nel caso in cui un medico ritardasse la diagnosi di una condizione che necessiterebbe di un trattamento tempestivo si andrebbe incontro a un errore diagnostico che può essere responsabile di danni aggiuntivi al paziente.
Rientra in questo campo anche l’errata lettura dei risultati di un esame di laboratorio o di un referto.
Se i valori di un test di laboratorio o le immagini di un esame vengono letti e interpretati erroneamente (per incapacità, inesperienza o per non aver considerato il contesto clinico del singolo paziente) si va incontro a un caso di errore diagnostico per il quale si può richiedere e ottenere un risarcimento danni.
Anche la prescrizione di farmaci sbagliati o con una posologia non adeguata o scorretta, sulla base di difetti della diagnosi o di una sbagliata lettura, rappresentano un danno enorme per il paziente e un errore da parte del medico.
Sono da considerare con estrema attenzione la mancata identificazione delle eventuali intolleranze o allergie (che potrebbero condizionare la cura e la terapia), la mancata diagnosi di una condizione ereditaria, l’errore nell’interpretazione di sintomi e segni fisici e, ancora, la mancata comunicazione delle informazioni critiche al paziente.
Questi deve essere sempre informato e spesso esprimere il suo consenso al trattamento e all’intervento cui si sottopone e il medico ha il dovere non solo di comunicare gli aspetti tecnici, ma anche di renderli comprensibili.
Responsabilità legale dei professionisti medici e delle strutture sanitarie in caso di errori diagnostici
In materia di errore diagnostico, ma più in generale nel campo della sanità, è doveroso parlare e distinguere tra quelle che sono le responsabilità legali dei professionisti medici e quelle delle strutture sanitarie nelle quali operano.
Per quel che riguarda i medici essi sono tenuti a fornire cure in conformità con gli standard di cura e le linee guida accettati dalla comunità medica.
Questi standard sono basati sulle migliori pratiche mediche disponibili al momento della prestazione delle cure.
I medici, inoltre, devono contare su un livello di competenza professionale ragionevole e adeguato alla loro specializzazione.
Devono esercitare la loro professione con diligenza e basando la loro formazione sul costante aggiornamento.
Devono poi impegnarsi nello svolgimento delle diagnosi in maniera accurata basandosi su informazioni complete e precise.
Allo stesso tempo è essenziale che i medici producano e mantengano un’accurata documentazione di quanto eseguito (diagnosi, prescrizioni, trattamenti, eccetera) e delle decisioni e delle comunicazioni prese con il paziente.
Per quel che riguarda le strutture sanitarie, invece, c’è una responsabilità legale per quel che riguarda la sorveglianza e la supervisione della formazione e dell’operato di tutto il personale medico e infermieristico.
Le strutture sanitarie hanno il dovere di prevedere programmi che monitorino e correggano eventuali errori o problemi nell’intero processo sanitario.
Vi è anche un obbligo di fornire ai medici le adeguate attrezzature (sia come spazi che come macchinari diagnostici e strumenti) perché possano svolgere al meglio le proprie mansioni.
Senza dimenticare l’obbligo di adottare politiche e procedure conformi agli standard di cura e che vi sia un’attenta registrazione dei trattamenti, delle decisioni e delle comunicazioni fornite al paziente.
Spiegazione delle diverse azioni legali che possono essere intraprese per ottenere un risarcimento danni adeguato
Esistono diverse azioni legali che possono essere intraprese per ottenere un risarcimento danni adeguato a seguito di un errore medico diagnostico.
Tra le principali azioni legali vi è il reclamo presso l’ente sanitario o l’ospedale presso il quale si è subito il danno.
Il paziente o i suoi familiari possono presentare un reclamo formale all’ente sanitario o all’ospedale coinvolto tramite il quale avviare un’indagine interna e, in alcuni casi, alla possibilità di una risoluzione amichevole o di una compensazione diretta.
Si può poi ricorrere all’avvio di una causa civile (nel caso in cui le negoziazioni si siano rivelati inefficaci o insoddisfacenti) intentando una causa civile contro il professionista medico o la struttura sanitaria coinvolta.
Durante il processo, verranno presentate prove per dimostrare la negligenza medica e i danni subiti.
Si può poi richiedere una perizia medica (rivolgendosi a medici terzi e non coinvolti nell’errore diagnostico) per valutare le circostanze e determinare se vi sia stato un errore medico.
La richiesta di risarcimento economico può essere presentata dal paziente o dai suoi familiari per i danni subiti che potrebbe includere anche i costi medici, la perdita di reddito, le sofferenze, il dolore e gli altri danni correlati.
In alcuni Paesi è inoltre possibile presentare una denuncia all’ordine professionale competente contro il professionista medico coinvolto.
Questo può portare a un’indagine disciplinare e, in casi gravi, alla revoca (radiazione) della licenza medica.
Importanza di consultarsi con un avvocato penalista specializzato in responsabilità medica per intraprendere le azioni legali appropriate in caso di errore medico diagnostico
La materia, come abbiamo avuto modo di sintetizzare, è estremamente delicata.
Sia perché la disciplina stessa prevede contempla diverse questioni e interessa diversi ambiti anche di difficile definizione, ma anche perché ogni caso è storia a sé.
La giurisprudenza, inoltre, va avanti e con diverse sentenze recenti può indirizzare l’orientamento adottato dai giudici nello stabilire il riconoscimento di una responsabilità e, quindi, di un risarcimento.
Per poter avere la certezza di un’assistenza adeguata e capace di assicurare un esito positivo è indispensabile rivolgersi a un avvocato penalista specializzato in responsabilità medica.
Se tu o un tuo familiare avete subito un errore diagnostico e necessiti di un’adeguata assistenza legale può richiedere una consulenza specializzata agli avvocati del team di “Avvocati penalisti Milano“.
Avrai modo di entrare in contatto con i migliori professionisti ai quali richiedere una consulenza per capire la situazione e intraprendere le vie legali adeguate a ottenere il giusto risarcimento.