Errore farmacologico e terapeutico: come tutelare i propri diritti

Nel campo degli errori medici va posta particolare attenzione all’errore farmacologico e terapeutico.
Così come per le altre forme di errore anche queste hanno risvolti enormi e gravissimi sulla salute e la qualità della vita delle persone, con potenziali conseguenze anche sulla dimensione professionale, familiare, psicologica e sociale.
È una realtà comune, tanto che l’AIFA considera l’errore terapeutico come la più comune causa di reazioni avverse indesiderate nella pratica clinica e un importante problema di sanità pubblica.
Cerchiamo quindi di definire il problema dell’errore farmacologico e terapeutico andando a capire quando e come è possibile richiedere un risarcimento danni.
Definizione di terapie farmacologiche e trattamenti terapeutici
L’errore farmacologico è un termine che si riferisce a qualsiasi sbaglio, imprecisione o fallimento che si verifica nel processo di somministrazione di un farmaco a un paziente.
Questo può accadere in qualsiasi fase del percorso terapeutico che va dalla prescrizione del farmaco da parte del medico alla somministrazione da parte dell’infermiere o del paziente stesso.
Questa variabilità dei soggetti coinvolti nella posologia è estremamente importante nel definire la responsabilità dell’errore farmacologico e terapeutico.
L’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, definisce l’errore terapeutico come “un errore non intenzionale commesso nell’utilizzo di un farmaco che può causare danno al paziente e che si può verificare per molte ragioni al momento della prescrizione, dispensazione, conservazione, preparazione o somministrazione di un medicinale”.
Come detto si tratta di un fenomeno molto diffuso; l’AIFA stessa denuncia che tra il 18,7% e il 56% delle reazioni avverse fra i pazienti ospedalizzati sia causato da errori terapeutici.
Anche per questo l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha predisposto un portale dedicato nel quale è possibile trovare le best practices sugli errori terapeutici con l’obiettivo di migliorarne la segnalazione in un’ottica anche di prevenzione da parte delle autorità europee e delle aziende farmaceutiche.
Descrizione dei tipi comuni di errori medici che possono verificarsi in campo farmacologico e terapeutico
Anche tenendo conto della definizione è possibile individuare diverse tipologie di errore farmacologico e terapeutico.
Il principale è l’errore di prescrizione che si concretizza quando il medico prescrive il farmaco in modo errato, per esempio confondendo il nome del farmaco, la dose o la frequenza di somministrazione.
L’errore farmacologico può fare seguito a un errore diagnostico prevedendo l’assunzione di un medicinale per una patologia diversa da quella realmente presente nel paziente.
Vi è poi l’errore di somministrazione che si verifica quando il farmaco viene somministrato direttamente dal medico, dall’infermiere o da un operatore sanitario e che potrebbe iniettarlo nel posto sbagliato o a una dose diversa da quella prescritta.
C’è poi il cosiddetto errore di dispensazione.
È il caso in cui il farmacista fornisce il farmaco sbagliato o ne fornisce una dose errata.
Anche il farmacista, quindi, può essere coinvolto nell’errore farmacologico e terapeutico.
Tra le tipologie di errore farmacologico e terapeutico più comuni c’è poi l’errore di registrazione o documentazione.
Questo si verifica quando vengono fatti errori nella registrazione dei dettagli relativi alla somministrazione del farmaco.
Va posta particolare attenzione poi all’errore di preparazione, ovvero quello che si concretizza nei medicinali che necessitano di una miscelazione o una specifica preparazione prima della somministrazione vera e propria.
Gli errori farmacologici possono avere conseguenze gravi per la salute del paziente, e possono variare dalla mancanza di efficacia del trattamento all’insorgenza di effetti collaterali indesiderati o danni più gravi.
Esempi di situazioni in cui un risarcimento danni potrebbe essere richiesto a causa di errori medici in campo farmacologico e terapeutico
Alla luce di quanto abbiamo appena detto si possono verificare diversi casi in cui è possibile un risarcimento a seguito di un danno farmacologico o terapeutico subito.
Innanzitutto se un medico prescrive un farmaco errato o in una dose inappropriata, causando danni al paziente si ha un errore che può portare alla richiesta (e all’ottenimento) del risarcimento.
Il risarcimento si può richiedere anche nel caso in cui un infermiere o un operatore sanitario somministra un farmaco sbagliato o in modo errato al paziente (errore di somministrazione), se un paziente subisce gravi effetti collaterali o reazioni avverse a un farmaco che non sono state correttamente previste o comunicate o, ancora, nel caso in cui un paziente non riceve un farmaco vitale in tempo a causa di errori o negligenza nel processo di somministrazione.
Rientrano in questo campo anche le interazioni farmacologiche non riconosciute che si concretizzano quando un operatore sanitario non riconosce o non gestisce adeguatamente le potenziali interazioni tra farmaci prescritti, causando danni al paziente.
Così come il risarcimento può essere richiesto se un medico ritarda la diagnosi e il trattamento di una condizione che richiede cure farmacologiche immediate o quando chi di dovere non monitora correttamente i livelli di un farmaco nel sangue del paziente, portando a una sovradosaggio o a una sotto-dosaggio.
Infine bisogna considerare i casi in cui un operatore sanitario non fornisce al paziente le informazioni corrette o i consigli adeguati sul corretto utilizzo di un farmaco o nel caso in cui si vendessero o somministrassero farmaci e medicinali scaduti o compromessi che, ovviamente, possono determinare conseguenze gravi sia in termini di complicanze che di inefficacia della terapia.
In queste situazioni, se il paziente o i suoi familiari ritengono che l’errore medico abbia causato danni, possono intraprendere azioni legali per ottenere un risarcimento danni adeguato.
Tuttavia, è importante consultare un avvocato specializzato in diritto medico per valutare la validità del caso e guidare attraverso il processo legale.
Responsabilità legale dei professionisti medici, e strutture sanitarie in caso di errori farmacologici e terapeutici
L’errore farmacologico e quello terapeutico possono dipendere dalle responsabilità dei medici o anche della struttura sanitaria presso la quale operano.
I professionisti medici hanno la responsabilità di prescrivere farmaci in modo accurato considerando la diagnosi del paziente, le condizioni mediche e le eventuali interazioni con altri farmaci che il paziente potrebbe assumere.
Allo stesso tempo egli ha il dovere di monitorare attentamente i pazienti durante il trattamento farmacologico per rilevare tempestivamente eventuali segni di reazioni avverse o inefficacia del trattamento.
C’è poi una responsabilità nel fornire informazioni dettagliate ai pazienti riguardo ai farmaci prescritti, compresi gli scopi, gli effetti collaterali e le alternative disponibili.
Inoltre, devono ottenere il consenso informato del paziente prima di avviare il trattamento.
Ogni medico ha infine l’obbligo di mantenere la documentazione sulle prescrizioni previste per i propri pazienti così come essere costantemente formato e aggiornato sulle ricerche più recenti anche nell’adozione di standard e di linee guida di riferimento.
Per quel che riguarda le responsabilità delle strutture sanitarie bisogna considerare che esse devono garantire che il personale coinvolto nella somministrazione dei farmaci sia adeguatamente formato e competente per svolgere tali compiti.
Devono inoltre implementare sistemi di verifica e controllo per prevenire errori farmacologici, inclusi controlli incrociati nelle prescrizioni e somministrazioni.
I responsabili delle strutture sanitarie devono fornire un ambiente di lavoro che supporti i medici nel prendere decisioni mediche adeguate, compresa l’accesso a risorse e consulenti specializzati.
In caso di errore farmacologico o terapeutico sia il medico che la struttura sanitaria possono essere chiamati a rispondere legalmente a seconda delle circostanze specifiche e delle leggi locali.
Le sanzioni possono includere azioni disciplinari professionali, multe o risarcimenti danni.
Spiegazione delle diverse azioni legali che possono essere intraprese per ottenere un risarcimento danni adeguato
Di fronte a un errore farmacologico e terapeutico esistono diverse vie legali per ottenere un adeguato risarcimento danni.
Una prima opzione è presentare un reclamo formale presso l’ente sanitario o l’ospedale coinvolto, che potrebbe condurre a un’indagine interna e, in alcuni casi, a una soluzione conciliativa o compensativa.
Nel caso in cui i negoziati non portino a una risoluzione soddisfacente, si può optare per un’azione legale civile contro il professionista medico o la struttura sanitaria coinvolta.
Durante il processo, saranno presentate prove per dimostrare la negligenza medica e i danni subiti.
Un’ulteriore possibilità è richiedere una perizia medica da parte di professionisti terzi non coinvolti nell’errore farmacologico e terapeutico, al fine di valutare le circostanze e determinare l’eventuale presenza di un errore medico.
La richiesta di risarcimento può contemplare danni quali costi medici, perdita di reddito, sofferenze, dolore e altre conseguenze correlate.
In alcuni casi è altresì fattibile presentare una denuncia all’ordine professionale competente contro il professionista medico coinvolto.
Tale azione potrebbe condurre a un’indagine disciplinare che, in situazioni gravi, potrebbe culminare nella revoca della licenza medica.
Importanza di consultarsi con un avvocato penalista specializzato in responsabilità medica per intraprendere le azioni legali appropriate
Chi subisce un errore farmacologico e terapeutico non può far altro che rivolgersi a un avvocato penalista specializzato in materia.
Questo perché la disciplina della responsabilità medica, farmacologica e terapeutica è estremamente delicata sia nell’individuare le reali responsabilità che nell’accertare l’errore commesso.
È quindi indispensabile richiedere una consulenza specializzata con la quale valutare la situazione, i documenti e le prove disponibili e le azioni legali che è possibile intraprendere per riconoscere le responsabilità del medico o della struttura sanitaria e ottenere un risarcimento dei danni.
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