
Il lavoro svolto dai medici ha, più di tante altre professioni, conseguenze estremamente delicate che impattano non solo sulla salute del paziente, ma anche sulla qualità della sua vita.
L’infallibilità non è una prerogativa umana, pertanto è possibile che si concretizzi un errore medico.
Questo può configurarsi come una diagnosi sbagliata, una prescrizione farmacologica errata, un ritardo nella diagnosi o nell’inizio della terapia, un’inadeguata assistenza sanitaria, un intervento chirurgico eseguito in maniera inappropriata o comunque più in generale qualsiasi comportamento o omissione che possa aver generato un danno evitabile al paziente.
È evidente fin da subito che si tratta di una materia estremamente delicata e sottile per la quale è anche a volte difficile determinare le singole responsabilità.
Per molte condizioni e procedure esistono delle linee guida specifiche che il medico può seguire, ma in altri casi no e c’è più spazio per la valutazione personale.
La responsabilità medica può essere ascrivibile sia al singolo dottore che alla struttura sanitaria, all’ospedale o alla clinica nella quale esercita o, ancora, all’operatore sanitario che lo assiste.
Un aspetto sul quale porre l’attenzione, anche considerando la gravità della materia, è l’errore medico in campo oncologico.
Si tratta, come suggerisce il nome, di tutti quegli errori medici inerenti alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento dei tumori.
Oggi i tumori sono tra le malattie che più spaventano i pazienti per la loro invasività e capacità di condizionare in negativo tanto la qualità quanto l’aspettativa di vita.
Anche per questo intorno all’errore medico oncologico vi è molta attenzione.
Articolo di approfondimento: Avvocati per errori medici e risarcimento dei danni
Distinzione tra errori diagnostici, errori terapeutici e errori di gestione del paziente oncologico
Come anticipato l’errore medico oncologico può configurarsi sia nella diagnosi (errata o ritardata) sia nella definizione e somministrazione della terapia che, ancora, nella gestione del paziente.
Molti tumori, come quelli al seno, al colon, al polmone, alla prostata, al testicolo, allo stomaco, alla vescica e al rene se non diagnosticati per tempo per intraprendere tempestivamente il relativo trattamento vanno tendenzialmente incontro a un peggioramento del quadro clinico.
Se la massa tumorale o i sintomi che ne accompagnano la presenza non viene riconosciuta si può andare incontro a un errore medico oncologico.
Similmente anche la definizione della terapia o l’inizio inadeguato rispetto alle reali condizioni del paziente può rappresentare una responsabilità, per il medico o per la struttura, grave per la quale richiedere e ottenere un risarcimento.
In questi casi l’errore medico può insorgere per un dosaggio sbagliato dei farmaci o per l’insorgenza di effetti collaterali che peggiorano la qualità della vita del paziente o la risposta dell’organismo alla terapia.
Il medico non ha solo il compito di individuare la malattia e curarla come se stesse intervenendo su un guasto di un componente meccanico.
Vi è l’obbligo deontologico di tenere conto della persona che si ha davanti, della sua età, delle sue prospettive di vita e della sua dimensione psicologica ed emotiva.
Se il trattamento di una malattia non conosce sentimenti è altrettanto vero che si devono valutare tante sfaccettature.
Tanto per fare un esempio: una donna in età fertile – laddove la condizione lo permetta – può decidere di rimandare l’inizio del trattamento per portare a termine una gravidanza o per procedere con la crioconservazione degli ovociti (disponibile anche per il seme maschile).
Queste sono indicazioni che il medico è tenuto a comunicare al paziente in modo che egli possa valutare come procedere coerentemente con le proprie idee e aspettative.
Infine l’errore medico si può concretizzare anche in sala operatoria adottando un intervento chirurgico invasivo in favore di uno conservativo o in presenza di manovre o procedure sbagliate che causano un danno al paziente.
Cause dell’errore medico in oncologia
L’accertamento delle cause è indispensabile per poter procedere alla richiesta di riconoscimento delle responsabilità per l’ottenimento del risarcimento.
L’errore medico in campo oncologico può verificarsi per diverse cause.
Da quelle umane legate allo stress o alla fatica che possono incidere sulla lucidità del medico a quelli organizzativi legati alle lacune del sistema sanitario che possono determinare comunicazioni inefficaci, parziali o lacunose tra chi compone il team medico.
Possono inoltre esserci fattori tecnologici, di cui può rispondere la struttura ospedaliera, che condizionano il funzionamento delle tecnologie diagnostiche o dei dispositivi medici.
In tutti i casi il paziente che ha subito un errore medico oncologico (o i suoi familiari) devono presentare la documentazione medica a disposizione conservandola e mettendo a disposizione dell’avvocato penalista specializzato quante più informazioni, prove e testimonianze possibili per poter intraprendere una causa legale con positive possibilità di successo.
Impatto dell’errore medico sui pazienti oncologici
L’errore medico non è mai, come già detto, fine a sé stesso.
Errori tanto nella diagnosi quanto nella cura e nella gestione di una patologia, specie se grave come un tumore, hanno ripercussioni pesanti e a cascata sia sull’aspetto psicofisico del paziente che sulla dimensione emotiva, familiare, sociale e professionale.
Una persona che subisce un errore medico va incontro a un danno sul suo organismo.
La malattia, ovviamente, non è responsabilità del medico, ma la sua diagnosi, cura e gestione sì.
Qualsiasi anomalia rispetto a quanto avrebbe potuto fare è imputabile al medico perché quelle azioni o quelle omissioni hanno modificato irreversibilmente la vita del paziente.
Paziente che può andare incontro a menomazione fisica (come la rimozione chirurgica del seno) o a un indebolimento delle proprie funzioni, ma anche a conseguenze psicologiche ed emotive non indifferenti che hanno un peso tanto quanto quelle fisiche.
Un errore nel trattamento di un tumore o un ritardo nella diagnosi possono danneggiare a tal punto il paziente da portarlo a perdere il lavoro così come a non avere più la fiducia nei confronti della medicina, del sistema sanitario e dei professionisti medici.
Senza sottovalutare l’impatto economico con cure che possono avere un costo importante specialmente a fronte di trattamenti ripetuti.
Prevenzione dell’errore medico in oncologia
Se è vero che non è possibile eliminare del tutto l’errore medico perché, come si dice, sbagliare è umano, è però possibile (ed è un dovere medico) mettere in atto una serie di azioni tali da prevenirlo.
Tra queste rientra la formazione e l’aggiornamento professionale che il medico deve effettuare per mantenersi informato sulle più recenti ricerche e pubblicazioni scientifiche sulla materia di cui si occupa.
Allo stesso tempo va investito sul miglioramento sia dei sistemi sanitari con l’adozione di protocolli e linee guida tali da ridurre al minimo gli errori e avere una gestione tale da intervenire tempestivamente nel caso insorgessero, sia nell’acquisto di macchinari, attrezzature e strumenti di ultima generazione sempre più precisi ed efficaci.
Abbiamo potuto quindi approfondire quando si configura l’errore medico e come questa sia un’eventualità per la quale si può ottenere un adeguato risarcimento.
La malasanità o l’errore individuale rappresentano un problema che va affrontato nelle giuste sedi per veder riconosciuti i propri diritti.
Per farlo è indispensabile rivolgersi a un medico professionista specializzato in cause di errori medici oncologici che, anche alla luce dei più recenti pronunciamenti e sentenze può individuare le modalità migliori per ottenere l’accertamento delle responsabilità del medico e il relativo risarcimento.
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